MUSICA: INMA SHARA DEBUTTA DOMENICA A ROMA

(AGI) – Roma, 1 mar. – Uno dei rari direttori d’orchestra donna, la spagnola Inma Shara al suo debutto romano sul podio dell’Orchestra di Roma e del Lazio domenica 4 marzo ore 18 alla Sala Sinopoli del Parco della Musica. In programma la musica del Novecento francese e spagnolo. Solisti le due prime parti dell’ORL Romolo Balzani (flauto) e Giovanni Cretoni (corno inglese). Il concerto di Inma Shara, la ‘nina prodigio de la musica classica’ – come e’ stata definita da El Mundo – allieva di Zubin Mehta, sara’ preceduto da due lezioni-concerto nella scuola media Sordi di Roma (2 marzo) e in quella di Arce – FR (3 marzo). Trentadue anni di Amurrio (Âlava), Inma Shara si e’ formata musicalmente al Conservatorio Superiore di Musica di Bilbao e Vitoria, per poi trasferirsi a Madrid dove ha studiato direzione d’orchestra. Grazie alla borsa di studio dell’Excma, ha la possibilita’ di perfezionarsi con Sir Colin Davis, con cui lavora e collabora insieme alla London Symphony Orchestra e la New York Philharmonic. Un’altra borsa di studio messa a disposizione dal governo basco, le ha permesso di proseguire la sua formazione con Zubin Mehta che l’ha portata a collaborare con la Israel Philharmonic e la Bayerische Staatsoper. Inma Shara dirigera’ l’Orchestra di Roma e del Lazio in un ricco programma dedicato al Novecento musicale francese e spagnolo, solisti due prime parti dell’ORL, Romolo Balzani (flauto) e Giovanni Cretoni (corno inglese). Il programma si aprira’ con le tre Danze tratte da Canciones y danzas para Dulcinea del compositore spagnolo Antn Garcia Abril e proseguira’ con il Concerto da camera per flauto, corno inglese e archi op. 188 del francese Arthur Honegger; ancora la Spagna con Joaquin Turina in Oracion del Torero e a chiusura la Suite Le tombeau de Couperin di Maurice Ravel. Le Canciones y danzas para Dulcinea di Abril (1933), compositore eminente e pluripremiato cattedratico di Spagna, sono dedite alla dama tanto desiderata quanto ignota di Don Chisciotte; scritte nel 1985, le danzas evocano il mondo cervantiano, rafforzato dal ricorso a un linguaggio si’ moderno, ma nel solco nella tradizione musicale iberica. Altro luogo della cultura spagnola, piu’ ancestrale e sanguigno, e’ quello della tauromachia. L’andaluso Turina (1882-1949) con Oracin del Torero per orchestra d’archi op. 34 sceglie l’angolazione del raccoglimento che precede lo scontro, quando il torero, sullo sfondo del rumoreggiare del pubblico impaziente, innalza al cielo l’accorata preghiera. Turina compose il quadretto sivigliano dell’Oracin nel 1925, su commissione del Cuarteto Aguilar, e appena un anno dopo ne realizzo’ un adattamento del brano per orchestra d’archi. A chiusura del concerto il Tombeau de Couperin, una delle pagine piu’ conosciute di Ravel (1875-1937). Realizzato nel 1917 come memoriale in forma di Suite pianistica per alcuni amici scomparsi durante la Prima Guerra Mondiale, il Tombeau e’ in realta’ una sorta di cadeau riconoscente a tutta la musica francese del XVIII secolo.

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