FESTIVAL ROSSINIANO: “IL TURCO” APRE ALLA COMMEDIA BORGHESE

(AGI) – Pesaro, 8 ago. – La seconda opera in cartellone al Rossini Opera Festival di Pesaro e’ ‘Il Turco in Italia’ (domani, Teatro Rossini, ore 20; repliche 12/15/18/21 agosto), in un allestimento che ha gia’ girato con successo in molti teatri europei, ma totalmente rinnovato nel cast.
La vicenda propone le consuete schermaglie amorose che coinvolgono quattro personaggi: il principe turco Selim (Marco Vinco), la capricciosa Fiorilla (Alessandra Marianelli), moglie di Geronio (Andrea Concetti), e Narciso (Filippo Adami), cavalier servente di Fiorilla. Singolare la figura di Prosdocimo (Bruno Taddia), poeta a caccia d’idee per imbastire un dramma buffo. Completano il cast Zaida (Elena Belfiore) e Albazar (Daniele Zanfardino). Sul podio, a dirigere il Coro da Camera di Praga (maestro del coro Pavel Vanek) e l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, Antonello Allemandi. Regia di Guido De Monticelli, scene di Paolo Bregni, costumi di Santuzza Calì; progetto luci di Guido Mariani.
‘Il Turco in Italia’ e’ un dramma buffo su libretto di Felice Romani, tratto dal libretto omonimo di Caterino Mazzola’, gia’ musicato da Franz Joseph Seydelmann (Dresda, 1788). L’opera fu rappresentata per la prima volta, con Gioachino Rossini nel ruolo di maestro al cembalo, al Teatro alla Scala di Milano il 14 agosto 1814: accolta con freddezza, non supero’ le 13 recite, comprese fra il 14 agosto ed il 6 settembre. Con ogni probabilita’ il pubblico ed anche i giornali dell’epoca considerarono ‘Il Turco’ poco piu’ che una copia de ‘L’Italiana in Algeri’, che tanto successo aveva riscosso a Venezia l’anno precedente. Un’accusa del tutto infondata – l’affinita’ consisteva unicamente nel titolo ‘a specchio’ – se si considera che il ‘Turco’, fra le opere buffe di Rossini, e’ quella che meno risente della prassi diffusa dell’autoimprestito. In realta’ quello che probabilmente il pubblico del tempo non comprese fu il nuovo assetto della comicita’ rossiniana, che dai toni farseschi dell’Italiana’ si stava avviando ai toni della commedia borghese, che trovano nel personaggio del poeta Prosdocimo una significativa prefigurazione. Rispetto al libretto di Mazzola’, Romani aggiunse il personaggio del cicisbeo don Narciso, una figura decisamente settecentesca, nata per dare spazio al ruolo del tenore, il grande Giovanni David che insieme al celebre basso Filippo Galli faceva parte del cast della prima rappresentazione. (AGI)
Cli/Aug