VESCOVO MILETO-NICOTERA-TROPEA: IN CHIESA SOLO MUSICA SACRA

(AGI) – Vibo Valentia, 24 nov. – Addio a pianoforti e concerti di musica non sacra in tutte le chiese della Diocesi di Mileto, Nicotera e Tropea, nel Vibonese. A bandirli il neo vescovo, monsignor Luigi Renzo, con delle disposizioni che entreranno in vigore dal 2 dicembre prossimo Una doccia fredda per i tantissimi esecutori di musiche “profane” sia vocali che strumentali, anche classiche e sinfoniche, musicisti, cantanti di cori, e per tutti gli appassionati di musica. Nella nota il vescovo Renzo ha sottolineato come “in questi ultimi tempi si sono moltiplicate, da parte di enti e di privati, le richieste di organizzare nelle chiese concerti corali e strumentali. Purtroppo – ha aggiunto – non sempre ci si e’ attenuti alle norme della Chiesa che disciplinano questa materia. Cosi’, ad esempio, in qualche chiesa e’ stato ammesso l’uso del pianoforte, esibizione di bande musicali, di orchestre di musica sinfonica, tutte manifestazioni del tutto contrarie alla santita’ del luogo sacro. Le chiese – ha aggiunto – non possono considerarsi semplici “luoghi pubblici”, disponibili per riunioni di qualsiasi genere. Sono luoghi sacri in modo permanente, destinati al culto divino”. Il presule ha dettato poi tutta una serie di disposizioni pratiche tendenti ad escludere ogni tipo di musica che non sia appunto quella sacra. Norme che hanno finito col sollevare numerose polemiche e reazioni. “In una zona povera di strutture culturali, auditorium, sale concerti e teatri, come quella della provincia di Vibo Valentia – hanno commentato gli addetti ai lavori – queste norme priveranno tutto il territorio dell’opportunita’ di assistere anche ai piu’ seri concerti di musica classica o sinfonica. Appare strano, ai nostri occhi, come un vescovo impegnato culturalmente come monsignor Luigi Renzo possa aver deciso improvvisamente di introdurre queste dure norme di regolazione suggerite “anticamente” dalla Congregazione per il Culto Divino. Ancora piu’ strano appare il voler privare il territorio, nei tempi non prettamente liturgici, degli spazi “chiesa” che fino ad oggi hanno svolto una importante funzione sociale, di recupero, di cultura, di incontro. Che poi il pianoforte sia uno strumento da bandire dalle chiese, ostile alla religione e alla religiosita’, offensivo al sacro, questo e’ tutto da discutere”. (AGI)
Cli/Ros