NUREYEV E LA SCALA: UN FILM SUL MITO A 70 ANNI DALLA NASCITA
(AGI) – Roma, 17 Mar. – “Rudolf Nureyev – testimoniano dal canto loro Dino e Claudio Risi nelle note di regia – al Teatro alla Scala ha interpretato e dato vita ad una di quelle leggendarie figure gia’ incarnate dal mito di Maria Callas, di Arturo Toscanini non semplici ospiti di un Teatro ma essi stessi Teatro. Rudolf Nureyev ed il Teatro alla Scala si sono dati, reciprocamente, vita nel corso di trenta anni di irripetibili emozioni che hanno scritto la storia della danza, del teatro e del costume, la storia di tutti noi. Rudolf Nureyev ha danzato, ha coreografato, ha diretto produzioni al Teatro alla Scala ed ha segnato con la sua presenza magnetica e carismatica lo stile del Corpo di Ballo scaligero. Rudolf Nureyev ha fatto coppia ed e’ diventato parte dei nostri sogni al fianco delle piu’ grandi interpreti di sempre da Margot Fonteyn, che accanto a lui visse una seconda giovinezza artistica, a Carla Fracci con la quale fece coppia in spettacoli passati alla storia come Giselle, Romeo e Giulietta, La Bella Addormentata per arrivare ad Anna Razzi, Liliana Cosi, Luciana Svignano, Isabel Seabra e molte altre ancora.. Rudolf Nureyev ha lasciato la sua eredita’ artistica al Corpo di Ballo della Scala rimontando i grandi classici del repertorio rivisitati secondo la sua chiave di lettura piu’ intima, psicologica, orientata a trasformare l’uomo da porteur a protagonista”.
Rudolf Nureyev amava il Teatro alla Scala che considerava una delle sue ‘case nel mondo’ perche’ il ‘palcoscenico e’ la mia sola casa’ come amava spesso dire. Rudolf Nureyev aveva con Milano un rapporto privilegiato fatto di amicizie di lunga data, di luoghi in cui amava ritornare, di passeggiate che amava ripercorrere come il tragitto della Galleria Vittorio Emanuele e Piazza della Scala spesso circondato dall’affetto dei fans, dei curiosi.
“Rudolf Nureyev – aggiunge Dino Risi – entrava in scena e in lui prendevano vita Principi ed Eroi perche’ non interpretava semplicemente quei ruoli ma ‘era il Principe – era l’Eroe’ che ognuno di noi si era sempre figurato. Rudolf Nureyev ed il pubblico della Scala, il pubblico di Milano: un amore mai interrotto,una reciproca dedizione che anche negli ultimi difficili anni segnati dalla malattia non ha mai spezzato quel filo rosso non sottile ma avvolgente e protettivo. Rudolf Nureyev e il Teatro alla Scala: lunghe code ai botteghini, attese spasmodiche per vederlo o rivederlo danzare ancora Albrecht, ancora Romeo…poi si abbassano le luci, l’orchestra prova le sue note,si apre il sipario e riinizia la favola.(AGI)
Red/Aaa (Segue)