DANZA: MACERATA, DOMANI PRIMA ITALIANA DI ‘BLUE LADY’

)(AGI) – Civitanova (Macerata), 17 mar. – Coreografa poco portata nei confronti del suo repertorio, fino ad oggi ha ceduto solo uno dei suoi assoli: ‘Density 21,5′ ai ballerini dell’Opera de Paris, Michael Denard e Jean-Christophe Pare’. L’11 ottobre 1983 Carolyn Carlson crea ‘Blue Lady’ al teatro La Fenice di Venezia. La coreografia ha subito un grandissimo successo e sara’ rappresentata per dieci anni in tutto il mondo. La musica di Rene’ Aubry, le immense tende veneziane, un albero, un tourbillon di abiti e cappelli disegnano il quadro poetico di una danza sfavillante. Le giravolte e le braccia di Carolyn Carlson di questo assolo hanno impresso la memoria, summa ed esplorazione dei possibili. L’ispirazione alla base della coreografia e’ segnata da Venezia e da un elemento biografico: la maternita’ di Carolyn Carlson. Questo evento ha modificato in profondita’ la sua consapevolezza del mondo e dell’esistenza. Questa percezione degli orizzonti umani tesse la struttura di ‘Blue Lady’, affascinante galleria di ritratti femminili che abbracciano lo spazio di una vita. Si e’ progressivamente imposta l’idea di un’inversione di genere nella scelta dell’interprete. Carolyn Carlson e’ affascinata dalla cultura giapponese e, in particolare, dal kabuki. Basa il suo approccio sulla figura dell’onnagata, attore travestito per interpretare ruoli femminili, prima di rivolgere la sua attenzione verso un ballerino che possa apportare un’ambivalenza particolarmente espressiva a ‘Blue Lady’. La scelta della Carlson si rivolge naturalmente verso Tero Saarinen, il cui corpo cosi’ particolare e l’apparenza androgina l’hanno colpita qualche anno fa, quando e’ stata invitata a creare una coreografia per il Finnish National Ballet a Helsinki. Tero Saarinen e’ un fenomeno unico, di un carisma strabiliante e di una presenza impercettibile. E’ dotato di una tecnica stupefacente e profondamente originale; la danza jazz, il balletto classico, la danza contemporanea e il Butoh si sono infiltrati nel suo corpo spigoloso. Grazie alle loro origini, Carolyn Carlson e Tero Saarinen condividono un tipo di animo finlandese caratterizzato dal distacco dalla realta’, dall’imprevedibilita’ e dall’ironia. Questo rapporto con il reale fa parte integrante di ‘Blue Lady’. Quando la coreografia era ancora in gestazione, Carolyn Carlson ha visitato un ospedale psichiatrico veneziano. Vi ha tratto grande ispirazione per gettare degli sguardi inquieti, occhi colmi della cattiveria di un alieno. E’ uno degli aspetti che coinvolge Tero Saarinen. La rivisitazione intrapresa da Carolyn Carlson sara’ quindi un lavoro della memoria. Il movimento e il corpo di Tero Saarinen costituiranno il mezzo per tale ricordo, del ritorno alla carne di un gesto affascinante. Insieme rimetteranno piede in questa coreografia-mondo cullata dalla malinconia veneziana. (AGI)

Cli/An