DANZA: ALLA FENICE ‘IL LAGO DEI CIGNI’ DI SAN PIETROBURGO
(AGI) – Venezia, 26 ott. – ‘Il lago dei cigni’ trae soggetto dalla favolistica tedesca sui maghi e dai miti slavi sulle ‘rusalke’, fanciulle morte per amore e condannate a vivere nelle acque dei fiumi e dei laghi. La stesura della partitura fu avviata da Ciajkovskij nell’estate del 1875, poco dopo aver ultimato la Terza Sinfonia, su un canovaccio fornito dall’amico Vladimir Begiev in collaborazione col ballerino Vasilij Gelcer. Rappresentato per la prima volta il 4 marzo 1877 al teatro Bolscioi di Mosca con la poco fortunata coreografia di Vaclav Reisinger, questo lavoro segna uno dei traguardi piu’ alti tra le opere ciajkovskiane, sia per la frequenza di proposte tematiche, sia per l’assoluto magistero dell’orchestrazione. In esso la fiaba romantica di Odette e Siegfried si snoda non piu’ attraverso una successione di danze anonime, ma con trapassi di tempo e intensita’ tali da farne un archetipo del genere balletto. Il successo internazionale del ‘Lago dei cigni’ risale alla riedizione del lavoro coreografata per il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo da Marius Petipa (uno dei padri fondatori del balletto russo moderno) e Lev Ivanov nel 1895. Fra le molte revisioni della coreografia di Ivanov e Petipa (da quella del 1911 di Mikhail Fokine per i Ballets Russes a quella del 1950 di Konstantin Sergeev per il Kirov di Leningrado, a quella del 1987 di Nikolaj Bojardikov in repertorio al Mikhailovskij fino all’anno scorso) particolare interesse riveste quella curata nel 1901 da Aleksandr Gorskij per il Teatro Bolscioi di Mosca (riproposta in piu’ versioni fino al 1922), influenzata dall’arte contemporanea e dalle sperimentazioni teatrali di Konstantin Stanislavskij e Vladimir Nemirovi-Danenko. Da essa derivarono quasi tutti i successivi allestimenti moscoviti del balletto, fra cui quello a lieto fine di Asaf Messerer del 1937, che particolare successo riscosse a Londra nel 1956 durante la storica prima tourne’e in Occidente. (AGI)
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