PALAZZO GRASSI: IN SCENA GRAN GALA’ ARTE CONTEMPORANEA
(AGI) – Venezia, 30 apr. – I giudizi sulle opere della mostra sono diversi ma tutti convergono sulla “grande occasione” che Palazzo Grassi rappresenta per Venezia e tutti riconoscono a Pinault di aver fatto una scelta “importante e coraggiosa”. Qualcuno avrebbe preferito che a ridare vita a Palazzo Grassi fosse stato un italiano ma “onore al merito”. Dal mondo dell’economia e dell’impresa a quello dello spettacolo e qui i cugini d’oltralpe fanno la parte del leone. Tra i primi ad arrivare una coppia famosa: l’attrice Alessandra Martines e il marito, il regista Claude Lelouch. La splendida Isabelle Huppert si presenta con la semplicita’ di un impermeabile bianco stretto in vita e degli intriganti occhiali da sole. C’e’ anche Charlotte Gainsbourg e Kristine Scott Thomas. Il figlio del “padrone” Francois Henri arriva sottobraccio alla bellissima moglie: l’attrice Salma Haiek che ha interpretato la tormentata artista Frida Khalo.
L’elenco degli stilisti e’ nutrito, d’altronde Pinault e’ del settore: da Miuccia Prada a Pierre Cardin, da Alberta Ferretti a Ferruccio Ferragamo. Tanti gli artisti venuti a salutare il loro ‘mecenate’ che nel linguaggio moderno si chiama collezionista: da Maurizio Cattelan all’americano Jeff Koons (e’ suo l’enorme cane di alluminio rosso magenta che campeggia davanti all’ingresso del palazzo). Si fa vedere Gilberto Zorio ed e’ atteso Jannis Kounellis, due esponenti di spicco dell’arte povera italiana.
Alle 9 di sera cena per oltre 700 persone alle Tese dell’Arsenale. Ad attendere gli ospiti un ‘muro’ di telecamere e di fotoreporter che non risparmiano nessuno. Si va a tavola che sono quasi le 11 dopo aver scoperto con fatica in quale dei circa 80 tavoli sei sistemato e, soprattutto, chi saranno i tuoi commensali. La grande sala, arredata da Daniel Ost, un decoratore floreale di grande fama fatto venire apposta dal Belgio, fa venier in mente una tela di un grande artista della sua terra: Rene’ Magritte. I tavoli sono sovrastati da una miriade di “alberi” alti oltre due metri, realizzati in “velo da sposa”, che sembrano fluttuare nell’aria. La sala e’ in penombra e la luce dei riflettori converge su questi strani oggetti rendendo l’insieme davvero surreale.
Il menu’ non e’ da meno anche se fa storcere il naso a piu’ di qualcuno. Va in scena la cucina molecolare del famoso cuoco francese Pierre Gagnaire, quello che unisce fisica e gastronomia. Pinault coglie l’occasione per ringraziare tutti dedicando un pensiero al suo “amico” che non c’e piu’: Giovanni Agnelli.
La serata finisce con l’ultimo drink e qualche accenno di danza. E con i vip in fila per conquistare un posto nella prima lancia che li accompagnera’ in albergo. (AGI)
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