SCALA: STANDING OVATION DEI GIOVANI PER L’ANTEPRIMA DELLA CARMEN
(AGI) – Milano, 4 dic. – Lunghi applausi, accompagnati da cori quasi da stadio piu’ che da teatro, e standing ovation finale: per i giovani la ‘Carmen’ di Emma Dante e Daniel Barenboim e’ stata un successo. Erano 1.800 tra platea e palchi del Teatro alla Scala di Milano gli ‘under 30′ che, lo scorso 3 novembre, hanno polverizzato in pochi minuti i biglietti messi in vendita per la ‘prima della Prima’, che da due anni viene loro dedicata dal tempio dell’Opera milanese tre giorni prima della grande inaugurazione della stagione il 7 dicembre.
“Due anni fa sono arrivato a Milano – cosi’ il maestro Barenboim ha aperto la serata – e ho avuto l’onore di essere nominato ‘maestro scaligero’. Oggi ho capito cosa vuol dire: e’ la mia prima anteprima e sono contentissimo di vedere tanti giovani in teatro”. “Questa serata – ha detto il sovrintendente del teatro, Stephane Lissner, prima di entrare in sala – e’ la mia serata preferita. Abbiamo voluto aprire il teatro a chi non puo’ venire perche’ il prezzo del biglietto e’ un problema”.
Una ‘Carmen’ diversa, contemporanea e a tratti cruda come da attese, quella messa in scena da Emma Dante: cortei dall’aria funebre, richiami religiosi, presagi di morte, donne velate e uno stupro finale. Il tutto, tra scenografie minimali e dai colori neutri; poche concessioni al colore anche negli abiti di scena, giocati sul contrasto tra chiaro e scuro.
Applausi nel finale sia per la giovane Carmen georgiana, Anita Rachvelishvili, che sara’ in scena anche per la Prima, che per il don Jose’ della serata, Riccardo Massi, che ha sostituito ‘in extremis’ il titolare febbricitante, Jonas Kaufmann: entrambi i protagonisti escono dall’Accademia della Scala. Kaufmann sara’ regolarmente in scena il 7 dicembre, ha garantito Lissner; “Si vede che il tempo di Milano non e’ buono per la gola”, ha scherzato Barenboim.
Qualche jeans, ma per lo piu’ abbigliamento da gran sera per i giovani in sala che, al prezzo di 10 euro, ne hanno approfittato per vivere, per una volta, l’emozione della ‘prima’. (AGI) Cli/Mi