SCALA: ‘PRIMA’ INAUGURATA DA MINUTO DI SILENZIO, PARTERRE APPROVA

(AGI) – Milano, 7 dic. – Tutto pronto ma niente musica, almeno per un minuto. Non un incidente, ma l’astensione consapevole che i musicisti dell’orchestra del Teatro alla Scala hanno voluto dedicare come gesto di solidarieta’ ai lavoratori delle aziende in crisi. Un’apertura non nuova per la prima di stagione del teatro scaligero che gia’ due anni fa, in occasione del Tristano e Isotta di Wagner, fu introdotta da un minuto di silenzio per le vittime del rogo della Tyssen di Torino. Esattamente oggi come allora, il silenzio e’ stato seguito dall’Inno di Mameli subito dopo l’ingresso, salutato dagli applausi dei presenti, del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che insieme alla moglie Clio ha preso posto nel Palco Reale. Unanimi imprenditori e politici che non hanno voluto perdersi la serata misto mondanita’ e musica: tanto il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri (”E’ giusto, i lavoratori stanno soffrendo e sono in una brutta situazione”), che quello di Telecom, Gabriele Galateri (”e’ un momento di crisi e mi sembra giusto, come pure l’ad di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera (”Il minuto di silenzio e’ giusto”) si sono detti d’accordo col gesto di solidarieta’; piu’ sfumata l’adesione della presidente di Mondadori, Marina Berlusconi che, pur premettendo di essere convinta che “il minuto si silenzio sulla crisi sia una cosa giusta”, ha aggiunto: “bisogna fare tutto quello che si puo’ da imprenditore lavorando nell’azienda e cercando in questo modo di creare e sostenere il lavoro e l’occupazione”. Della stessa opinione le autorita’ locali: “Nel mondo c’e’ una situazione di difficolta’ – ha sostenuto il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni – E’ giusto ricordarlo”. “Il minuto di silenzio e’ giusto – ha notato il presidente della Provincia, Guido Podesta’ -; ma quanto fatto dal governo per loro non si e’ mai visto con nessun altro esecutivo”. Decisamente critico, invece, il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato, che ha spiegato di non credere “che i lavoratori amino il silenzio. Anzi – ha aggiunto – penso che vogliano richiamare su di loro l’opinione pubblica”. (AGI) CLI/Car