LIBRI: “AUDREY HEPBURN DIVA PER CASO”,UNA PRINCIPESSA A HOLLYWOOD
(AGI) – Roma, 20 dic. – Occhi da cerbiatto, figura fiabesca e grande presenza: una donna incantevole dal fascino e dalla classe ineguagliati, eternamente capace di sedurre. Audrey Hepburn non ha vissuto a lungo, ma ha vissuto abbastanza per lasciare un segno unico nella storia del cinema, con pochissimi film davvero di culto e un’esemplare vita privata. A 15 anni dalla sua scomparsa, arriva in libreria “Audrey Hepburn – Diva per caso” di Riccardo Palmieri (Armando Curcio Editore – pagg. 224, 32 euro libro + dvd “Come rubare un milione di dollari e vivere felici” di William Wyler del 1966) che si propone come un’opera devota e insieme critica sull’attrice, nata nobile e diventata diva solo per caso. Passando per i suoi film piu’ importanti – dal musical “My Fair Lady” al thriller nero “Gli occhi della notte”, passando per il ‘mitico’ “Vacanze romane” e arrivando alla malinconica “Colazione da Tiffany” – viene ripercorsa la sua carriera e la sua biografia. Un’intera epoca e la sua gemma piu’ singolare rivivono anche attraverso una collezione di meravigliose fotografie e l’esemplare macchina narrativa di “Come rubare un milione di dollari e vivere felici” nel dvd allegato. Un metro e settanta di altezza, 48 chili di peso, taglia 38, Audrey Hepburn e’ stata una delle attrici piu’ amate e magnetiche della Hollywood degli anni Cinquanta e Sessanta. Un’icona di stile, modestia e classe senza tempo. Se fosse ancora in vita, oggi avrebbe 80 anni. Di lei si e’ detto che e’ stata un’attrice unica nel panorama cinematografico del suo tempo, sempre piu’ imitata e sempre piu’ inimitabile. Belga di nascita, Audrey Kathleen Ruston (il cognome Hepburn fu aggiunto dal padre alcuni anni dopo la sua nascita ed era della nonna materna, olandese, baronessa) studio’ danza in Olanda e arrivo’ al cinema quasi per caso. Il suo primo film, quello che la lancio’ nell’Olimpo di Hollywood, fu “Vacanze romane” in cui malgrado fosse una sconosciuta soffio’ la parte (si racconta) addirittura ad Elizabeth Taylor. (AGI) Cau