TEATRO: A MILANO ‘THE OPERA SHOW’, E LA LIRICA SI VESTE DA ROCK

(AGI) – Milano, 19 apr. – Partire da un giardino barocco e arrivare oltre il XXI secolo passando per l’Europa del 1940, il tutto in tre atti dove la lirica si trasferisce in uno show. Celebri arie nate dal genio di grandi compositori fanno le valigie e dismettono i rigidi abiti dell’opera per infilarsi in un caleidoscopio di effetti speciali, voci, allegorie visive e in una trama che nulla ha a che vedere con le rispettive fabule d’origine. Tutto questo e’ The Opera Show, eclettico spettacolo di Mitch Sebastian che arriva a Milano (Teatro degli Arcimboldi, dal 20 al 25 aprile) per l’unica tappa italiana.

Dopo aver debutato in Inghilterra nell’estate del 2008, essere tornato nel 2009 con 2 settimane consecutive di sold out al Kilworth House Theatre, The Opera Show ha inziato in questo 2010 la torunee mondiale. Tre atti portati in scena attraverso il lavoro di una compagnia eterogenea (artisti di teatro, stilisti, designer e musicisti provenienti da musica classica, pop e rock), un cast di cinque cantanti, cinque ballerini e otto musicisti, arie d’opera famosissime rispolverate e collocate in un contesto forse piu’ facilmente fruibile per sensibilita’ da ventusnesimo secolo. Certo, una scommessa abbracciata dal regista Mitch Sebastian che ha spiegato: “volevo presentare un concerto di musica classica come uno spettacolare evento in stile Mtv. Mi domandavo cosa sarebbe successo applicando le caratteristiche delle produzioni del XXI secolo a una musica maestosa che e’ sopravvissuta per secoli”. Musica che comprende ‘Papageno, Papagena’ dal Flauto Magico di Mozart, il ‘Largo al factotum’ dal Barbiere di Siviglia di Rossini, ‘La donna e’ mobile’ e ‘Caro nome’ dal Rigoletto di Verdi, ‘La canzone del torero’ e ‘Chanson boheme’ dalla Carmen di Bizet, la ‘Toccata and fuga in Do Minore’ di Bach: arie d’opera che nel primo atto serviranno un imparruccato mondo barocco; nel secondo (siamo nel 1940) accompagneranno la duplice linea narrativa che ad un piano della scenografia pone uno studio di registrazione e al sottostante una modesta casa della classe lavoratrice; nel terzo, infine, la tradizione sfocia nel mondo elettronico tanto che sulla ‘Toccata and fuga’ duellano un violinista e un ballerino di tip tap. Anche la suddivisione in tre atti, come ha spiegato Mitch Sebastian, e’ un omaggio alla forma d’arte classica: “amo l’idea dei concerti tripartiti – ha detto -. Non ho mai realizzato lavori in tre atti, ma restituiscono allo show una struttura classica, come quella di un balletto o di un’opera”. The Opera Show, oltre ad essere diretto, e’ stato anche ideato e coreografato da Mitch Sebastian; gli arrangiamenti musicali sono di Mattew Freeman e Noel Vine; il set disign di Sean Cavangh; i costumi di Christofer Giles, mentre luci e suono sono firmati rispettivamente da Chris Ellis e Mike Walker. (AGI) cli/Car