FONDAZIONI LIRICHE: CUB, SI AZZERI DECRETO, SI DIMETTA CDA SCALA

(AGI) – Milano, 3 mag. – Azzeramento del decreto legge sulle fondazioni liriche e dimissioni del cda del Teatro alla Scala perche’ “palesemente in contrasto con gli interessi del teatro piu’ importante del mondo”. Sono le richieste avanzate dalla Cub dopo il via libera al decreto Bondi. “Vuole smantellare le fondazioni liriche-sinfoniche – spiega Guido Trifiletti della Cub – forse perche’ la cultura fa paura”.

Dietro il concetto dell’autonomia, secondo il sindacato, “si nasconde in realta’ un progetto per indebolire i lavoratori nelle trattative sia per i rinnovi del contratto collettivo nazionale che dell’integrativo, impoverito per non dire derubato e messo in discussione nella normativa”.

“Invece di titoli nella realta’ vuoti – si legge in una nota dei lavoratori – per valorizzare l’eccellenza della Scala servono riconoscimenti sostanziali, ossia risorse economiche e non trasformazioni epocali che esprimono le intenzioni del governo di dismettere la lirica il teatro e la cultura dagli interessi di Stato. Il Governo – prosegue la nota – invece di coltivare il sogno che il teatro rappresenta per la vita di un paese civile si accanisce contro i lavoratori in particolare quelli precari”.

“Di questa morsa a danno dei lavoratori – si legge ancora nella nota – il cda della Scala diventa co-regista dell’operato del governo e viene fuori la volonta’, nemmeno troppo nascosta, di privatizzare la Scala, con un consiglio di amministrazione formato in gran parte da quegli stessi banchieri che il governo ha riempito di miliardi per coprire i buchi delle loro speculazioni finanziarie, ma che nulla ha mai detto, o fatto, contro i tagli al Fondo unico per lo spettacolo”. (AGI) Cli/Car