TEATRO MASSIMO: IN SCENA LA ‘PRIMA VOLTA’ DELLA MARIA STUARDA
(AGI) – Palermo, 18 mag. – Per la prima volta al Teatro Massimo di Palermo (una sola altra edizione in citta’ nel 1990 al Politeama), Maria Stuarda, tragedia lirica di Gaetano Donizetti su un libretto di Giuseppe Bardari, tratto dall’omonimo lavoro teatrale di Friedrich Schiller, che ha debuttato al Teatro alla Scala di Milano il 30 dicembre 1835. Si parte il 21 alle 20.30. L’opera e’ divenuta celebre soprattutto per i due grandi ruoli femminili, quello di Maria Stuarda, che sara’ interpretato dal soprano Dimitra Theodossiou (21, 23, 25 e 27 maggio), al debutto nel ruolo, in alternanza con Veronika Dzhioeva (22 e 28 maggio) e quello di Elisabetta d’Inghilterra, che sara’ affidato al mezzosoprano Kate Aldrich (21, 23, 25 e 27 maggio), in alternanza con Francesca Provvisionato (22 e 28 maggio); nel ruolo di Roberto conte di Leicester cantera’ il tenore Shalva Mukeria (21, 23, 25 e 27 maggio), in alternanza con Robert Nagy (22 e 28 maggio), Mirco Palazzi (21, 23, 25 e 27 maggio), in alternanza con Ugo Guagliardo (22 e 28 maggio) saranno Giorgio Talbot; Silvio Zanon (21, 23, 25 e 27 maggio) in alternanza con Giuseppe Altomare (22 e 28 maggio) Lord Guglielmo Cecil; Patrizia Gentile sara’ invece Anna Kennedy. Alla bacchetta di Fabrizio Maria Carminati sono affidati l’Orchestra e il Coro del Teatro Massimo (il maestro del Coro e’ Andrea Faidutti). Denis Krief firma regia, scene, costumi e luci di questo nuovo allestimento coprodotto con la Fondazione Teatro La Fenice e la Fondazione Teatro Verdi di Trieste; la regia e’ stata ripresa da Alberto Cavallotti. Dopo il successo milanese di Anna Bolena nel 1830, la fama di Gaetano Donizetti (1797-1848) era ormai affermata in tutta Italia. Nel marzo 1834, dopo un’assenza di sedici mesi, il compositore bergamasco tornava a Napoli con due incarichi di prestigio: la commissione per il gala reale del 6 luglio e la nomina a “maestro di contrappunto e composizione del Real Collegio di musica” con lo stipendio di 400 ducati al mese. Per onorare il contratto con il Teatro di San Carlo, Donizetti scelse un soggetto tragico, la Maria Stuart di Schiller (Weimar 1800), che in quegli anni circolava per i palcoscenici della penisola grazie alla compagnia di Gustavo Modena nella traduzione italiana di Andrea Maffei (1830). Non potendo disporre di Felice Romani, grande librettista irritato nei suoi confronti e in procinto di cambiare attivita’, Donizetti ricorse a un esordiente di appena diciassette anni, lo studente di legge calabrese Giuseppe Bardari. E’ probabile che, data l’inesperienza del suo collaboratore, Donizetti abbia avuto un ruolo determinante nella stesura del testo. Il dramma si svolge nei castelli di Westminster e di Fotheringay nel 1587. (AGI) Mrg