TEATRO: ALL’INDIA “LA SAGRA DEL SIGNORE DELLA NAVE”

(AGI) – Roma, 27 feb. – Quando, nel 1925, Pirandello fonda la Compagnia del Teatro d’Arte a Roma, debutta con “La sagra del Signore della nave”. Era il 4 aprile dello stesso anno. Vincenzo Pirrotta – alla sua prima incursione nella drammaturgia pirandelliana, dopo un esperimento con ‘U ciclopu di Euripide nella traduzione di Pirandello – ritorna su questo testo poco frequentato, firmando un nuovo allestimento per il Teatro di Roma, con il suo personalissimo e inconfondibile stile. Lo spettacolo – che debuttera’ martedi’ 28 febbraio al Teatro India – e’ stato presentato questa mattina in una conferenza stampa da Oberdan Forlenza e Giorgio Albertazzi, presidente e direttore del Teatro di Roma. Sono intervenuti Vincenzo Pirrotta; Vincenzo Consolo (che ha arricchito il programma di sala con uno scritto su Pirandello e il lavoro del giovane regista, definendolo “mediterraneo narratore, straordinario contastorie”); Marco Fantini (che ha ideato il manifesto dello spettacolo: i 16 bozzetti saranno esposti al Teatro India durante il periodo di rappresentazione).
Dice Pirrotta: “Questo Signore della nave l’avevo nel cassetto da tempo, perche’ mi affascinava la sua atmosfera sacrale, e anche perche’ volevo lavorare sul grottesco pirandelliano, portandolo all’eccesso. Grazie al grottesco, infatti, si puo’ andare piu’ a fondo nell’animo delle persone e dei personaggi. Tanto piu’ in un testo dove c’e’ un contrasto forte tra peccato e spiritualita’, tra un’atmosfera di festa paesana e l’apparizione finale del Cristo sanguinante”. Continuando la sua ricerca sui ritmi mediterranei – con la danza, la musica, il canto, la parola recitata che si compenetrano – Pirrotta ha messo in scena uno spettacolo coinvolgente, suggestivo, trascinante, di grande ritmo e impatto visivo, con 13 attori che interpretano ben 36 personaggi e quattro musicisti in scena. Dove tra danze orgiastiche, canti rituali, processioni liturgiche, apparizioni di personaggi improbabili, viene fuori in tutta la sua drammaticita’ la condizione umana raccontata da Pirandello, tanto piu’ tragica quanto piu’ comica e grottesca. (AGI)
Com/Est