CLASSICA: METROPOLITAN SALVERA’ PRIME REGISTRAZIONI PAVAROTTI
(AGI) – Roma, 27 dic. – Il Metropolitan di New York, il tempio della musica classica e del melodramma d’oltreoceano, ha lanciato un progetto da quasi un milione e mezzo di dollari per salvare le registrazioni delle opere cantate nel corso degli anni sul suo palcoscenico da Luciano Pavarotti e altre stelle della lirica internazionale.
La principale performance del tenore italiano che gli esperti del “Met” intendono salvare dall’oblio e’ “La figlia del reggimento” di Gaetano Donizetti, opera buffa in tre atti che Pavarotti canto’ il 6 gennaio 1973, scatenando l’entusiamo dei melomani della Grande Mela soprattutto alla fine del primo grazie a una impeccabile esecuzione dell’aria “Pour mon ame” (l’opera venne cantata in francese). Fu, per Pavarotti, la consacrazione definitiva. Da allora divenne “Big Luciano” e fece di New York la sua seconda casa, in un amore totalmente ricambiato.
Piu’ in generale il progetto del Metropolitan e’ volto al recupero di tutte le registrazioni delle trasmissioni radiofoniche che, tradizionalmente, vengono messe in onda il sabato sera. Un appuntamento fisso che risale al lontano Natale 1931, quando gli americani dotati di radio (molti) e in vena di sentire musica classica nonostante la Depressione (non moltissimi) poterono distendersi e concentrarsi su “Un ballo in maschera”. Le registrazioni archiviate, pero’, non vanno piu’ indietro del 1950. Ragione per cui il progetto appare in qualche modo limitato, se si puo’ considerare un limite il tentativo di recupero e masterizzazione di circa 1.400 registrazioni. Tra i grandi della lirica la cui voce verra’ tramandata ai posteri Beniamino Gigli e Toni Del Monaco, oltre naturalmente a Maria Callas impegnata, al culmine della carriera, in una “Lucia di Lammermoor” del 1956. (AGI)