(AGI) – Bologna, 30 ott. – Occorre confronto, e non scontro, sui temi di natura piu’ sensibile. Il presidente della Provincia di Bologna, Beatrice Draghetti, riferendosi alle recenti polemiche sul festival “Gender Bender” – la rassegna internazionale di arti visive, danza, teatro cinema, promossa dal “Cassero gay lesbian center” in programma da oggi fino al 4 novembre nel capoluogo emiliano – che hanno visto tra i protagonisti la Curia petroniana ed il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, ha auspicato che “sempre meno si utilizzino modalita’ e strumenti di scontro su temi che richiedono piuttosto un confronto paziente e pacato tra tanti soggetti e che sarebbe tempo di avviare”. Il festival “Gender Bender” era stato duramente attaccato, ieri, da un editoriale del settimanale “Bologna Sette”, l’inserto domenicale della diocesi di Bologna allegato ad “Avvenire”, il quotidiano dei vescovi. Nell’editoriale ci si chiedeva se era “lecito spendere soldi pubblici per finanziare spettacoli di pornostar mascherate da artisti”. Cofferati ha poi replicato che: “Solo la censura, il pregiudizio e l’intolleranza rischiano di riportarci al tempo dei barbari”. La provincia di Bologna, in una nota, ha specificato che il festival Gender Bender, giunto quest’anno alla sua quarta edizione, “usufruisce di un finanziamento di 3.000 euro da parte dell’assessorato alla Cultura della Provincia di Bologna, che si aggiunge al sostegno di: Comune di Bologna (15.000 euro), Regione (10.000 euro), Fondazione del Monte (20.000 euro), Fondazione Carisbo (10.000 euro), Istituto Svizzero di Roma”. Il festival, organizzato dal Cassero gay lesbian center, “ha inoltre i contributi di Coop Adriatica, dell’Istituto Polacco di Roma, del Ministero norvegese per gli Affari Esteri, dell’Art Council norvegese, della Fondazione svizzera per la cultura prohelvetia e il sostegno, infine, dell’Ambasciata del Canada di Roma”. “Tale festival e’, nella fattispecie – sottolinea la Provincia di Bologna – uno dei 30 soggetti finanziati all’interno della legge regionale n. 13 su cui si basa l’accordo tra Regione Emilia Romagna e Provincia di Bologna per sostenere produzioni culturali su tutto il territorio”. (AGI)
Nat/Red