(AGI) – Ancona, 7 mar. – Il 12 e il 13 marzo al Teatro delle Muse andra in scena il balletto del Bejart Ballet Lausanne ‘Le presbytere na rien perdu de son charme’ ni le jardin de son eclat ’ (Ballet for Life), con la coreografia di Maurice Bejart, la musica di W. A. Mozart, Queen, i costumi di Gianni Versace, le luci di Clement Cayrol, il montaggio video di Germaine Cohen. Ultimo appuntamento della Stagione 2007/8 di opera, balletto, recital, ‘Le presbytere’ vedra in concomitanza al Salone delle feste del massimo dorico, dal 13 al 28 marzo, l allestimento della mostra ‘Versace e Bejart’. Costumi e bozzetti creati da Gianni Versace per Maurice Bejart. La mostra, che sara aperta tutti i giorni dalle 17.30 alle 20.00 a ingresso libero, e realizzata dalla Fondazione Teatro delle Muse, grazie al contributo di Comune di Ancona, Fondazione Cariverona, Regione Marche, ministero per i Beni e le Attivita culturali, con la collaborazione dell Archivio Versace. Tra i tanti costumi e bozzetti esposti, ci saranno in particolare quelli creati da Gianni Versace per gli spettacoli: Dyonisos (1984), Malraux, ou la methamorphose des Dieux (1986), Souvenir de Leningrad (1987), Patrice Chereau (devenue danseur) re’gle la rencontre de Mishima et d Eva Peron (1988), Elegie pour elle, l’ile (1989) e Barocco belcanto (1997). “Il rapporto con Ancona di Gianni Versace data al 1974, quando era un genio ancora sconosciuto e venne scoperto dalla Genny, per la quale disegnava abiti: lo abbiamo accompagnato per 20 anni, fino a poco prima della sua morte” – ricordato Donatella Girombelli, allora proprietaria, assieme al marito, di una delle principali maison di moda italiane. “Dopo l’omaggio che il Teatro alla Scala ha reso a Versace, pochi mesi or sono, prima della morte di Bejart, ora Il Teatro delle Muse di Ancona ricorda ambedue con una mostra di grande valore” -a sottolineato la Girombelli. Fin dall inizio della carriera, Gianni Versace si appassiono alla creazione di costumi teatrali: un attivita che andra di pari passo con l elaborazione delle sue numerose collezioni. Versace scopri presto la sua vocazione; forse proprio grazie all influenza della madre, sarta di grande talento, il cui atelier rappresentava per lui una sorta di ‘teatro magico’. Questa mostra suggella dunque un rapporto duraturo d’amicizia e di collaborazione tra due grandi artisti. Ognuno nel proprio campo ha segnato un cammino, innovato il modo di danzare e vestire; ha osato con classe, rivelando la propria grandezza”, ha detto il direttore delle Muse, Silvano Sbarbati.(AGI)
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